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Dogtrekking: ricordo.Camposecco - Monte Autore con quattro amici. ( 3 cani + un uomo) Monti Simbruini, 25 Aprile 1999.di Antonio Viscardi Partiti da Camerata Nuova (810m) si sale per una sterrata percorribile anche con la macchina, ma noi preferiamo usare le zampe, dai primi due tornanti è possibile vedere in alto Camerata Vecchia andata distrutta da un incendio i primi dell’ottocento. Dopo circa due ore a piedi (8 km) si raggiunge il pianoro di Camposecco (1340 m.), dove abbiamo trovato un bel po’ di neve e dove siamo stati raggiunti da tre fuoristrada e addirittura una moto…………….. Si oltrepassa un volubro all’ingresso del pianoro e la strada comincia a costeggiare la faggeta a destra, raggiunto il bosco da un grosso faggio ci s’inoltra tenendosi a destra seguendo la poco evidente valle del M. Autore, compresa tra la cresta sud-ovest di M. Autore e una costiera che chiude a sud-est Camposecco. Cominciamo a salire impercettibilmente, a questo punto bisogna stare attenti all’orientamento, andare verso sud-est, con nostra sorpresa cominciamo a sprofondare sempre più nella neve e anche la mia piccola Pigi con la sua zampetta malandata ha delle difficoltà e cerca di seguire le nostre tracce. Purtroppo non abbiamo l’attrezzatura adatta solo le ghette con scarpe leggere, mentre l’ideale sarebbero state un bel paio di racchette da neve che ci avrebbero fatto galleggiare su quello stupendo manto bianco. Testardamente continuiamo ad avanzare, dopo un po’ abbiamo i piedi pieni d’acqua, io e il mio amico Giorgio ci accusiamo vicendevolmente per non aver portato le racchette e invidiamo i cani che non sprofondano, a parte Pigi poverina con la sua andatura a tre cilindri (simpatica espressione del veterinario che la cura, Stefano Hani). Purtroppo alla fine all’imbocco dell’ultimo e ripido tratto della valle, dove senza esagerare ci saranno stati due metri di neve, che porta alla cresta sud-ovet, e da dove in 30 minuti superando alcune radure avremmo raggiunto la vetta del M.Autore 1855 m., ormai stanchi e fradici decidiamo di rinunciare……… Sempre meglio stare qui che chiusi tra quattro mura od in mezzo al traffico mi scopro a pensare………. >> TORNA AI SUNTI DEGLI ARTICOLI
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...per perdersi in Dio, i sufisti ripetono il loro nome o i novantanove nomi divini finchè questi non vogliano più dire nulla. Io desidero percorrere tale via...
Jorge Luis Borges "L'Aleph" 
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