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Per me lo sled...“La slitta non si muove verso un punto allontanandosi da un altro. Scivola e basta.”di Antonio Viscardi Ho sentito affermare tante volte che lo sleddog è uno stile di vita, tanto che a volte mi è sembrata un’affermazione retorica, che non mi piace assolutamente usare per me stesso preso da quella riservatezza che mi assale ogni volta che devo parlare dei miei sentimenti, o forse per il rispetto che ho di questo “sport” che per me ( ecco che anch’io cado inevitabilmente nella retorica, forse a volte è inevitabile) non è uno sport…….è un modo di vedere la realtà.
Va bene, per semplificare chiamiamolo “stile di vita”, è vero per me lo è ma forse è meglio dire “scuola” di vita, perché come tutte le cose più intense, non è che uno si sveglia un mattino e scopre che i cani da slitta sono la cosa più importante.
Ci arriva seguendo una pista….dura, fatta di soddisfazioni ma anche di difficoltà di costanza, volontà e impegno: di tempo, economico, affettivo, emotivo, che ti fa sembrare agli occhi degli altri, diciamo "un tipo strano"
Chissà quanti guardandoci pensano: "…….ma chi glielo fa fare?", a volte, ditemi se non vi è successo……."…….ma chi me lo fa fare!"
La costanza….i cani sono come figli, eterni bambini, non raggiungono mai l’indipendenza, dipendono per sempre da te ( tolto il breve periodo in cui se ne occupa la madre) fisicamente e psicologicamente tu sarai per sempre il loro papà!
La volontà…….la mia volontà a quattro zampe (o un multiplo di quattro) l’ho scoperto qualche anno fa, che quella pista imboccata tanti anni fa ha rivelato improvvisamente una realtà di cui nemmeno io mi rendevo conto.
Pigi il cane con cui ho iniziato ha cominciato ad avere problemi ad un legamento del ginocchio, avevo pochi cani, era la mia leader e dal momento in cui ho pensato di non poter più correre con lei mi è crollato il mondo addosso, ma la nostra volontà ha fatto miracoli e quella volontà è tornata a correre
Pigi…. bei ricordi, la abbracciavo e gli sussurravo: ” sei il mio sogno…….il mio sogno alaskano..” Siamo nati insieme allo sleddog, nessuno dei due ne sapeva niente, ma lei l’aveva dentro e mi ha insegnato tutto, mi ha guidato è stata la mia leader.
Nelle prime corse anche con sei cani, avevo paura, ero emozionato alla partenza, la accarezzavo, m’inchinavo e l’abbracciavo e sapevo che non mi sarebbe successo niente….
Il suo spirito mi ha guidato, Pigi, Rufous, Cirik e me……. Soli sulle distese di Campo Imperatore, chilometri e chilometri senza incontrare nessuno, a volte c’era anche Matteo mio figlio, chissà cosa ricorderà di quei momenti…….che emozioni, che esperienze, una vera profonda esperienza spirituale, d’unione con la natura……
…….questo è lo sled…...
Rufous, proprio dopo quel periodo negativo è stato il mio nuovo cane, un maschio Alaskano, che dolcezza, che occhi….l’ho voluto.
Il suo padrone, un musher italiano, ha cercato di dissuadermi, perché Rufous non era un gran che, non lo faceva più correre perché era “lento”, mi disse che lui davanti non era adatto……lo misi davanti con Pigi, lui si voltava a guardarmi e io dicevo solamente, dolcemente e a voce bassa: ”Bravo Rufous” e lui abbassava le spalle e tirava di più.
Quello fu il suo modo di ringraziarmi per avergli fatto sentire ancora l’odore del “trail”.
………questo è lo sled…….
Ti fa sentire immerso nella natura, nella vera realtà, ogni giorno ti dà qualcosa di nuovo, nuove sensazioni e nuove consapevolezze, nuove piste e nuovi cani, e anche nuovi amici.
Una volta insieme a mio figlio passeggero sulla slitta, correvo in salita, e lui mi ha chiesto: “ Papà, perché corri?” la risposta mi uscì da sola: “ Perché un amico si aiuta sempre…e loro sono amici”
Ancora lo sleddog “scuola di vita” per mio figlio per i ragazzi, per me come padre un ausilio nel difficile compito di educare, con l’esempio dell’amore, della passione, ma soprattutto nel trasmettere valori concreti.
Un’attività così pregna di significato, per me, non può essere svilita a puro agonismo e dal vivere tutto in funzione di prestazioni, non ha alcun significato, tolgono allo sleddog il suo vero spirito, e lo consegna alla parte più scadente della nostra società in cui si afferma, il più forte, il più veloce, chi ha più soldi….
NO! Questo non è lo sleddog che ci piace, non coinvolgerò i miei cani in tutto questo – non coinvolgeteci – loro sono spiriti, spiriti liberi e correranno veloci solo se lo vorranno senza nessuna costrizione.
Ci trainano su una pista che non porta a nulla di materiale, ma solo ad un luogo chiamato amore, libertà, amicizia, fratellanza tra tutti gli esseri.
Infine mi è piaciuta questa frase letta in uno degli ultimi libri che parlava anche di cani, e che sembra contenere tutto quello che ho cercato faticosamente di spiegare (questo è il bello della poesia): “La slitta non si muove verso un punto allontanandosi da un altro. Scivola e basta.” >> TORNA AI SUNTI DEGLI ARTICOLI
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Natura di Leopardo - mio Signore - Cosa turba il guardiano?
Emily Dickinson 
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